C’è un profumo che, più di ogni altro, riporta la mia mente ai pomeriggi in cortile, quando il sole picchiava sugli ulivi e l’aria sapeva di pulito e di cenere. Era il profumo del sapone fatto in casa, che negli anni 70, gli anni della mia infanzia, diventava storia e forse un po’ leggenda.
Nelle aziende agricole, così come le case di campagna di una volta, non si buttava nulla. L’olio d’oliva, quello più denso e scuro che restava sul fondo degli ziri (i grandi orci di terracotta), era un tesoro troppo prezioso per essere sprecato. Diventava la base per il benessere della famiglia.
Non era solo chimica, era un rito collettivo. Ricordo mia nonna che raccontava di come veniva preparato il “grande calderone” all’aperto.
“L’olio deve essere fiero, l’acqua deve essere pura e la soda deve essere maneggiata con il timore che si deve al fuoco”, diceva sempre.
Ecco come nasceva quel panetto color avorio che serviva a tutto: dal bucato profumato di sole alla pulizia del viso dopo il lavoro nei campi.
l nostro sapone artigianale non nasce in un’industria, ma da un dialogo con la nostra terra e dal sapore dei ricordi.
Il nostro Olio Extravergine di Oliva, le nostra storie casalinghe e mani sapienti che conoscono l’arte della saponificazione hanno creato il prodotto che vi proponiamo.
Perché?
Perché volevamo un prodotto sicuro, puro e che mantenesse intatte le proprietà emollienti della nostra terra. È un sapone che sa di buono, privo di chimica aggressiva, pensato per chi vuole pulire la pelle senza tradire l’ambiente. Ogni panetto è un pezzetto di uliveto che entra nel vostro quotidiano, parte di una storia che viene tramandata ed aggiornata.