
La tradizione vuole che la raccolta delle olive inizi dopo S.Luca (San luca mette l’olio nelle olive) e comunque sempre dopo la festività dei Morti. Le vecchie tradizioni non tengono conto delle estati torride, degli stress climatici a cui gli olivi, piante resilienti per definizione, sono troppo spesso sottoposte…
Per me la raccolta inizia quando le piante lo richiedono, quando le olive prendono i colori della maturazione e, anche se la mitica resa (chili di olio per quintale di olive) non è da record ma so’ in cuor mio che le piante hanno difeso il mio raccolto dal caldo, dai parassiti, dalla siccità: si raccoglie quando gli olivi devono essere premiati alleggerendoli e permettendogli di approfittare a pieno della prima agognata pioggia.
Questo anno la settimana giusta per la raccolta delle olive è stata quella del 13 ottobre (abbiamo raccolto il 13, il 16 ottobre gli uliveti più bassi mentre il 25 ottobre quello più in alto) mentre per esempio lo scorso anno è stata quella del 15 novembre: ogni anno settimane diverse..

Cosa non cambia sono le attività:
– Si inizia alle 7,30 se l’oliveto non è bagnato sennò più tardi, questo anno era piena siccità, i ragazzi senegalesi e del bangladesh si cambiano, mettono i vestiti da lavoro e si parte tutti insieme: il duro lavoro dei campi in discesa (si inizia sempre dall’altro) non conosce colore, non conosce differenze se non l’aiuto reciproco ed i tanti “tira” “dai” “cassetta” “telo”, tanti occhi, qualche sorriso, mani che si intrecciano ed olive che cadono
– 2 squadre: una stende i teli l’altra usa gli abbacchiatori per olive;
– Mentre si stendono i teli si portano le cassette per la raccolta nei campi e si piazza la defogliatrice;
– Appena pronti si inizia: le olive cascano si raccolgono dai teli e si portano alla defogliatrice una volta defogliate le casse vengono messe all’ombra;
– Si continua fino alle 10.00. Ora della colazione e fra uno scherzo e l’altro si beve il caffè dal thermos (che ormai è quasi caldo) e due paste per tutti (cornetti, bomboloni ecc.) qualche volta anche tre e acqua per chi non beve caffè;
– Si riparte e si continua fino alle 13.00, mezz’ora di pausa, e poi di nuovo stessa routine fino le 17.00;
– Alle 17.00 si riuniscono tutte le casse vuote, si ripiegano i teli per una nuova giornata e si carica il camioncino con le casse di olive defogliate e si corre al mulino;
– Al mulino abbiamo già fissato l’appuntamento ma chi prima arriva…. Si pesano le olive, si mettono i cartelli con il nome e si fotografano i numeri dei contenitori a questo punto si aspetta la macina se avviene subito si aspetta sennò si fa una doccia e si torna al mulino: le olive non si lasciano sole e quando vengono messe nella macina bisogna essere li (antica tradizione di famiglia fosse mai che ce le scambiano – mio nonno e mio babbo dormivano al mulino finchè le olive non venivano macinate ma altri tempi di lavorazione) anche se la macina avviene sempre con procedimenti a freddo;
– Dopo circa un’ora arriva il nostro olio che è il più bello di tutti per il quale abbiamo lavorato ed aspettato un anno, per il quale abbiamo sofferto con le nostre piante, per il quale abbiamo faticato, per il quale la giornata di lavoro è stata di 12 ore forse anche 16 ma ne è valsa la pena;
– L’ultimo giorno di raccolta, alle 13.00 pizza per tutti nel rispetto delle tradizioni e delle credenze, l’acqua distribuita e sempre disponibile diventa aranciata e coca cola e allora siamo tutti insieme seduti sui teli a mangiare pizza margherita, stanchi e polverosi.

Ogni giorno di raccolta stessa routine ogni anno stesso piano di attacco e alla fine di tutto le cassette vengono riposte, i teli rammendati, la defogliatrice pulita e l’olio stoccato in attesa di essere consegnato: è davvero il nostro oro giallo fatto di sudore, dolore alle spalle ma anche di sorrisi di racconti di terre e paesi lontani, di famiglie che ogni anno crescono, ogni ragazzo ha una storia, una famiglia che lo aspetta, dei sogni che il duro lavoro gli permette di realizzare
Ho visto crescere questi ragazzi diventare uomini , diventare esperti coltivatori, persone che con forbici e sega ogni anno permettono ai miei olivi di rinnovare la magia:
siamo cresciuti insieme le lezioni del professore sulla potatura in campo ha permesso di imparare tante cose e di dare un futuro a dei ragazzi che diversamente sarebbero stati sfruttati la diversità stà nel nostro passato ma possiamo avere un futuro insieme basta volerlo…
Ancora oggi c’è tanta ostilità nei loro confronti ma i ragazzi che conoscevano solo le palme oggi sono gli uomini che accudiscono tutto l’anno i miei olivi ed ogni anno insieme facciamo in modo che il nostro olio sia il migliore, vengono con me al mulino con dignità difesi dalla piccola donna che scarica le olive con loro e che qualche volta è più polverosa e sporca di loro ma capace di sfidare i pregiudizi ed i commenti poco opportuni (forse qualche volta anche con troppa spavalderia) perchè la sola importante è il nostro olio che inizia dal rispetto anche delle persone…
